MADAGASCAR MOTO TOUR Luglio/Agosto 2013

La nostra nuova avventura motociclistica con la mitica Honda Transalp ci porterà alla scoperta di un MADAGASCAR sconosciuto e al di fuori dalle rotte turistiche. Un viaggio in moto di 50 giorni, su strade impervie, con parecchi guadi e al 90% su piste sterrate con alto grado di difficoltà, soprattutto perchè saremo in due su una sola moto... Pinuccio e Doni in solitaria, in completa autosufficienza e senza nessun mezzo di appoggio!!!

MOTO che passione

martedì 30 luglio 2013

Maevatanana/Antananarivo

ATTENZIONE... UN CONSIGLIO A TUTTI I MOTOCICLISTI CHE VOGLIONO NOLEGGIARE UNA MOTO IN MADAGASCAR... NON RIVOLGETEVI ALLA TRACES... LEGGETE IL RACCONTO E CAPIRETE IL MOTIVO!!!
15) 15/16 luglio 2013 Maevatanana/Antananarivo 350 km.
-18.907893$47.521320$MADAGASCAR IN MOTO 2013 – Partiamo presto da Maevatanana, quando l’aria è ancora frizzante, a bordo della nuova Africa Twin che i meccanici della Traces ci hanno portato dalla capitale Antananarivo col pick-up (vedi post precedente). La moto ha una bella colorazione rossa e blu, ha un sound piacevole e sembra che il motore sia più allegro di quella precedente, insomma, a parte che la trovo leggermente più altina, sono contento di questa Africa che dovrebbe essere anche di un paio d’anni più giovane rispetto a quella bianca che abbiamo avuto fino a ieri. La strada è la stessa che avevamo fatto tre settimane prima all’andata e anche se inizialmente non eravamo contenti di dover percorrere due volte lo stesso percorso,  dobbiamo ammettere che non è monotono come pensavamo, infatti facendolo in senso inverso si vedono luoghi e panorami da un’altra prospettiva, magari anche la luce del sole è differente, donando così alle montagne colori più o meno caldi e intensi in base all’ora del giorno. Facciamo la sosta pranzo presso un piccolo villaggio di montagna, qui fa freddo, i camini sono accesi, la gente è coperta, si mangiano cibi calorici tipo i piedini del maiale lessati o lo zebù in umido, l’anatra arrosto piuttosto che la salsiccia alla griglia, tutto davvero ottimo. Ormai siamo già sull’altopiano, nel versante nord rispetto alla capitale e manca poco per arrivare ad Antananarivo, infatti le capanne di paglia hanno lasciato il posto alle tipiche case di fango, alte e strette, con finestre molto piccole in modo che il calore del fuoco non si disperda. Ricordiamo ai lettori che qui luglio e agosto è  inverno, dato che il Madagascar si trova nell’emisfero australe con stagioni inverse rispetto alle nostre. Man mano che procediamo e ci avviciniamo alla capitale il traffico aumenta e, a causa dell’enorme quantità di gente che si riversa sulle strade, avanziamo a rilento, si attraversano mercati pieni di vita e i numerosi taxi brousse collettivi continuano a fermarsi per caricare nuovi clienti creando un caos inimmaginabile. Quando finalmente riusciamo ad arrivare presso la sede della Traces, la compagnia di noleggio moto che ci ha fornito la Honda Africa Twin, sono le 14 in punto, incredibile, nonostante tutto abbiamo spaccato il centesimo di secondo e siamo in perfetto orario con l’appuntamento che avevamo con il titolare del moto-noleggio… avremmo anche potuto proseguire verso sud, ma ci tenevamo a ringraziarlo personalmente per averci sostituito la vecchia moto che non voleva più saperne di partire. E invece succede una cosa che mai avremmo immaginato. Ad attenderci c’è il figlio del proprietario, premetto che sono francesi di origine corsa e non malgasci, il quale ci mette davanti una fattura con il conto da pagare per la trasferta dei 3 meccanici e della benzina consumata per essere venuti a Maevatanana (700 km a/r) per portarci la moto sostitutiva… e non solo… ci mettono fuori il conto anche per aver fatto 2mila km (tra andata e ritorno) quando sono venuti a vedere la moto il giorno che avevamo bucato. Gli spiego che noi in quell’occasione non li avevamo chiamati e che abbiamo provveduto da soli al trasporto della moto su di un camion presso un gommista e alla sua riparazione. Gli spiego anche che non spetta a noi pagare per il trasporto della moto sostitutiva in quanto non è colpa nostra se la prima moto un bel giorno si è guastata. Gli spiego che al posto della assurda richiesta di danaro si sarebbero dovuti semplicemente scusare per averci dato una moto non in ordine, lasciandoci poi proseguire per la nostra strada, e invece no, non hanno ascoltato niente di quello che gli ho detto… mi hanno risposto che se volevamo continuare a tenere la moto avremmo dovuto pagare il conto oppure si sarebbero trattenuti la nostra cauzione di 1000 euro che avevamo lasciato loro il giorno che avevamo ritirato la moto. Dopo 2 ore di discussioni con i capi della Traces, abbiamo capito di essere caduti in mano a dei ladri truffatori e che se saremmo rimasti in mano loro la situazione poteva peggiorare con richieste di altro denaro. Schifati dal loro comportamento e con lo stomaco che da un momento all’altro avrebbe rigettando il pranzo del mezzogiorno sulla scrivania del titolare della Traces decidiamo di scaricare tutti i nostri bagagli dalla moto e di andarcene via, litigando ancora per cercare di riavere almeno una parte dei soldi lasciati come deposito, alla fine riusciamo ad ottenere indietro 700 dei nostri euro ma perdiamo tutto il danaro pagato in anticipo per la rimanenza dei giorni di noleggio non goduti (25 gg su 50)!!! Un avviso per chi volesse noleggiare moto in Madagascar: siamo arrivati a Traces perché sembrava una compagnia seria e così doveva essere fino a pochi mesi fa, quando era in mano del vecchio proprietario. Proprio mentre noi trattavamo il noleggio dall’Italia, la compagnia è stata ceduta e rilevata da questi poco di buono che tra l’altro hanno altri interessi in altri campi e nessuna competenza in questo settore, ma tutto questo l’abbiamo saputo solo oggi!!! Una valida alternativa pensiamo possa essere MOTOSTORE MG gestita da Paolo Preve (paolopreve@motostore.mg) insieme a François Serrano (il vecchio proprietario di Traces), purtroppo non abbiamo potuto usufruire dei loro servizi perché abbiamo conosciuto Paolo Preve solo poche ore prima di salire sulla scaletta dell’aereo che ci avrebbe riportati in Italia, ma ci ha fatto un’ottima impressione, molto gentile e disponibile, abbiamo parlato con lui nella sede di MOTOSTORE MG e speriamo di avere ancora l’occasione di incontrarlo in Madagascar per un nuovo tour con una delle sue moto!!!
Ma torniamo a dove eravamo rimasti, nel cortile di quei ladri della Traces, con tutti i nostri bagagli per terra, i vestiti da moto, i caschi, gli stivali, un po’ di scatolette da mangiare nelle soste in mezzo al nulla, qualche souvenir comprato i giorni scorsi e soprattutto con ancora mezzo viaggio da compiere!!! In questi casi non bisogna perdersi d’animo, occorre cercare di trovare subito una soluzione, telefoniamo immediatamente a Malala, moglie di Mahery (maheryt@yahoo.fr), l’amico malgascio che avevamo interpellato via email dall’Italia nei mesi scorsi per chiedere consigli sullo stato delle strade che avremmo dovuto percorrere da soli in moto. Lui ci era stato presentato dagli amici viaggiatori Diego e Annalisa che cogliamo l’occasione di salutare e ringraziare. Mahery di mestiere fa la guida e il driver ed in questo momento è in giro con dei clienti, ricordo ancora i suoi preziosi consigli ricevuti mesi addietro, poi tra l’altro, sia lui che Malala parlano correttamente l’italiano e questo è magnifico per evitare incomprensioni in quello che si è subito presentato come un viaggio tutt’altro che semplice da organizzare. Malala ci risponde al telefono dicendoci di aspettarla che sarebbe arrivata di li a poco a bordo di un taxi. Le raccontiamo  l’accaduto e le spieghiamo quali sono i nostri programmi e quello che abbiamo intenzione di visitare per continuare il nostro viaggio in Madagascar, non vogliamo perdere nulla dei luoghi che avevamo in mente e nemmeno alterare il giro programmato nei mesi precedenti la partenza, così apriamo la nostra carta geografica e le diamo queste indicazioni. Gentilissima ci accompagna in albergo e ci dice di stare tranquilli che la sera avrebbe sentito suo marito Mahery e ne avrebbero parlato, poi ci saremmo rivisti il giorno dopo per andare insieme a fare due passi in giro per Antananarivo e a fare denuncia alla polizia contro la Traces. Quando arriva, Malala ha in mano un foglio di carta con scritto esattamente i posti che noi le avevamo indicato e le date dei giorni delle varie tappe dove passare la notte, siamo felici quando ci comunica che il giro proseguirà senza intoppi e che ci aiuterà nella prenotazione dei mezzi di trasporto tipo la barca per la discesa del fiume Tsiribihina o il treno che dalle montagne dell’altopiano scende verso la costa est dell’Oceano Indiano. Nessun problema per la 4x4 nonostante la stagione avanzata, penserà a tutto lei, inoltre ci da un’altra bella notizia, cioè che tra una settimana, quando saremo nei pressi di Morondava incontreremo anche suo marito Mahery. Pranziamo insieme a lei in un ristorantino malgascio e poi andiamo a cambiare dei soldi alla borsa nera dove applicano un cambio più favorevole rispetto alla banca, unico problema è che occorre andare con uno zaino in quanto ci danno una montagna di banconote e non è simpatico girare per la capitale Tana con tutti quei soldi in contanti addosso!!! Rientriamo in albergo nel tardo pomeriggio per riorganizzare i bagagli visto che ripartiremo domattina presto e porteremo con noi solo lo stretto necessario lasciando tutto il materiale e l'abbigliamento da moto a casa dei gentilissimi Malala e Mahery, grazie amici per averci aiutato a continuare il viaggio con serenità!!!









































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